Conosciamo il nostro piede?

30 aprile 2015

Il piede è forse la parte del corpo che sfruttiamo di più e che meno consideriamo.

E’una struttura capace di sopportare una fatica di migliaia di passi che percorriamo ogni giorno, garantendo un perfetto equilibrio al nostro corpo, sia quando siamo fermi, che quando ci muoviamo. Provate a pensare alle infinite situazioni a cui obblighiamo i piedi ad adattarsi:

camminare, correre, saltare,percorrere salite e discese, su i più diversi tipi di terreno, sabbioso, roccioso; ma  ci accorgiamo  di ‘’lui’’ quando, a causa di un dolore o di un trauma, viene a mancare la libertà di movimento. La biodinamica su cui è basata la struttura del piede consente una risposta perfetta alla stabilizzazione dell’equilibrio, alla spinta del passo e all’adattamento del cammino rispetto al tipo di terreno. Sono 26 le piccole ossa del piede, divise in 3 sezioni: tarso, metatarso e falangi. Il tarso, più conosciuto come tallone, formato da 7 piccole ossa è la parte inferiore del piede e si articola con il metatarso, cinque ossa lunghe e sottili che si collegano alle falangi, dette anche dita. Ogni dito è composto da 3 falangi, tranne l’alluce che ne ha solo 2. La perfetta struttura di queste ossa, forma 2 archi sostenuti e stabilizzati da legamenti e muscoli. Appare quindi chiaro come una struttura così complessa e importante vada preservata da eventi traumatici e vizi posturali. L’uso di calzature adatte, sin da bambini, è un elemento fondamentale da considerare nella vita di ognuno di noi. Patologie del piede quali piede cavo, alluce valgo e dita martello sono causate per l’80% dall’uso di calzature non adatte. L’uso frequente dei tacchi alti, può determinare anche se in forma lieve il piede cavo, un piede con un arco eccessivamente arcuato. Scarpe troppo strette o corte, o troppo rigide, possono spostare l’alluce verso le altre dita o piegare le altre dita a forma di uncino. Per prevenire altre patologie è necessario usare calzature comode, morbide, che rispettino il nostro piede e verificare l’assetto posturale della nostra colonna vertebrale. Il famoso piede piatto, cioè la riduzione della volta plantare, può avere varie cause: peso eccessivo della persona, uno squilibrio muscolare del piede stesso o un problema posturale della colonna. L’uso di un plantare prescritto da uno specialista, associato a un riequilibrio posturale, potrà ridare al piede un movimento corretto.

Vi è mai capitato di vedere la suola consumata in modo asimmetrico? Questo è il segnale che la nostra postura crea uno squilibrio di carico sui nostri piedi. Un esame obiettivo posturale eseguito da un specialista competente rivelerà eventuali problemi posturali che potranno essere risolti con esercizi e tecniche di modificazione delle abituali posture scorrette e all’occorrenza con l’uso di plantari, anche solo per periodi limitati.

La scarpa ideale dovrebbe avere un tacco alto 3 cm o comunque più di 5 cm e non meno di 2 cm; nel caso in cui dovessimo portare tacchi alti è necessario sapere che la postura della colonna vertebrale si modifica continuamente per  creare aggiustamenti e adattamenti con il rischio di risposte dolorose.

Il piede è non solo sede di riflessi neurologici ma è una pompa importantissima per il sistema circolatorio e vascolare, tanto da venir considerato il ‘’cuore periferico’’. Ogni singolo organo viene proiettato nel piede per via riflessa e quindi la stimolazione di determinate sue aree ripristina la funzionalità del suo organismo, sia dal punto di vista energetico che circolatorio. Questa è la spiegazione delle teorie che sono alla base della riflessologia plantare, la quale agisce sui punti riflessi del dorso e della pianta del piede corrispondenti a ossa, muscoli e organi. Questo tipo di massaggio favorisce una corretta circolazione sanguigna e linfatica, riequilibra il sistema immunitario procurando un profondo benessere e, liberando i canali energetici, stimola la sfera fisica, mentale ed emozionale ristabilendo armonia a questi livelli. Le terminazioni nervose situate sul piede così stimolate trasmettono al cervello un messaggio che, arrivando all’organo corrispondente, lo riportano ad una condizione di equilibrio.

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