Cosa succede se qualcosa non funziona nella circolazione venosa

20 gennaio 2017

Abbiamo già scoperto con in dottor Massimo Pisacreta del Dipartimento Cardionefrovascolare dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano il miracolo che fa si che il sangue venoso possa risalire lungo gli arti inferiori e ritornare al cuore. Ma cosa succede se qualcosa non funziona?
In condizioni particolari il meccanismo molto efficiente di pompa che spinge il sangue venoso dal basso verso l’alto e dalla superficie alla profondità può non funzionare perfettamente. Questo è dovuto sostanzialmente a due fattori.
Il primo è secondario a un alterato funzionamento delle valvole che non chiudono più perfettamente e fanno sì che il sangue non venga fermato da esse durante il movimento e la contrazione muscolare. Durante il passo alcune valvole del sistema superficiale non chiudono e lo spazio lasciato vuoto dall’aspirazione effettuata dai muscoli viene occupato, in controcorrente dall’alto verso il basso, dal sangue presente nelle vene che si trovano più in alto. Si crea quindi quello che viene definito reflusso.
Il reflusso è uno degli elementi che concorrono a generare la malattia varicosa.
Se c’è reflusso non è detto che ci siano vene varicose e non è detto che ci siano sintomi e fastidi.
Perché?
Questo succede in molti casi nei quali il reflusso segue collettori importanti come la vena grande safena e rientra attraverso perforanti continenti, vale a dire quelle vene che mettono in comunicazione il circolo superficiale col profondo e nelle quali le valvole funzionano correttamente.
Si crea una circolazione al contrario ma che trova uno scarico adeguato.
Diversamente succede quando il reflusso abbandona un collettore principale e imbocca una vena con diverse caratteristiche di parete e di scarico, ad esempio una vena cosiddetta collaterale.varice2
Questo tipo di vene più sottili e superficiali non hanno una parete sufficientemente robusta e muscolarizzata per resistere ad un flusso così importante. Inoltre non hanno caratteristiche di scarico sufficienti a smaltire regimi di flusso e di pressione così elevati. In poco tempo queste vene si dilatano e si allungano a dismisura assumendo quell’aspetto rigonfio e serpiginoso che ne ha determinato il nome, le varici.
Il secondo meccanismo che può alterare il funzionamento del meccanismo di pompa è l’ostruzione delle vene profonde. Se i collettori principali venosi sono ostruiti o compressi la quantità di sangue che può essere smaltita da essi è inferiore al necessario e quindi si determina un aumento di pressione a monte dell’ostruzione vale a dire nel piede e nella gamba. Questo aumento di pressione si ripercuote sulle vene superficiali e sui tessuti determinando un ingrossamento delle vene superficiali e alla lunga delle varici e un gonfiore dei tessuti che viene definito edema.
La formazione e l’entità di questo edema dipende in gran parte dall’integrità del sistema linfatico. Infatti se i linfatici funzionano bene possono compensare il cattivo funzionamento del drenaggio venoso.

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