La riabilitazione del pavimento pelvico

31 luglio 2017

Cosa intendiamo col termine “pavimento pelvico”? Il pavimento pelvico, composto da muscoli, fascia e legamenti, è la chiusura inferiore del bacino, a cui si appoggiano gli organi interni, ovvero vescica, utero e retto; esso dà la forma allo sfintere anale ed uretrale ed è costituito da tre strati principali:
1) lo strato superficiale, avvolge uretra e vagina e concorre a formare lo sfintere anale;
2) lo strato intermedio, chiamato anche diaframma uro-genitale;
3) lo strato profondo, chiamato diaframma pelvico, formato da muscoli che stabilizzano il bacino e partecipano al mantenimento della postura del corpo in stazione eretta.

Il pavimento pelvico è quindi una struttura importantissima perché, oltre al mantenimento della statica del bacino, è in grado di:
- ammortizzare le pressioni che il torace esercita sull’addorme durante la respirazione e durante i fenomeni della tosse e degli starnuti;
- stimolare la circolazione intestinale prevenendo fenomeni quali la stitichezza e le emorroidi;
- migliorare la funzione urinaria ed evacuativa;
- agevolare l’espulsione del feto durante il parto, facilitandone la rotazione durante la discesa lungo il canale del parto;
- facilitare le contrazioni ripetute e ritmiche presenti durante l’orgasmo femminile, nell’uomo aiutare il meccanismo dell’erezione e dell’eiaculazione;
- prevenire i dolori muscolari (es. pubalgia) nel soggetto sportivo.

Solitamente si viene a conoscenza dell’esistenza del pavimento pelvico solo in presenza dei seguenti segnali e sintomi:
- sensazione di pesantezza nella zona perianale;
- perdita di urina sotto sforzo o durante gli starnuti o i colpi di tosse;
- difficoltà ad interrompere il getto di urina;
- comparsa di emorroidi;
- stitichezza malgrado l’alimentazione corretta.

Quali sono le principali cause dell’indebolimento del pavimento pelvico?
- La gravidanza e il parto;
- Il sovrappeso;
- Gli sforzi eccessivi compiuti nel sollevare pesi in situazioni di debolezza muscolare;
- Le patologie quali la bronchite o l’asma, che provocano accessi di tosse frequenti;
- I traumi al bacino;
- l’invecchiamento e gli squilibri ormonali durante la menopausa, che influiscono sul controllo vescicale.

Cosa bisogna fare per recuperare i muscoli del pavimento pelvico?
Il programma riabilitativo del perineo consiste in 3 fasi:
1) innanzitutto nella presa di coscienza della muscolatura di quella zona
2) nella “kinesiterapia” o terapia del movimento, vale a dire una serie di esercizi di contrazione e rilasciamento, preceduti da esercizi di rilassamento generale e di respirazione diaframmatica
3) nel rendere automatica l’attività della muscolatura perineale durante le azioni della vita quotidiana.

Tecniche Riabilitative del pavimento pelvico
Biofeedback perineale: è una ginnastica attiva che aiuta a riconoscere e contrarre correttamente la muscolatura del pavimento pelvico. Questa terapia si avvale dell’uso di un computer: una sonda vaginale rileva le contrazioni perineali e le trasforma in segnali visivi e sonori, permettendo in tal modo una presa di coscienza da parte della donna del proprio lavoro muscolare.
Elettrostimolazione perineale: è una tecnica indolore di stimolazione del pavimento pelvico che viene eseguita mediante una sonda vaginale o anale. Viene utilizzata ampiamente nei casi di incontinenza femminile.
Entrambe queste tecniche strumentali vengono eseguite inizialmente sotto il controllo di un terapeuta, in fasi successive possono essere eseguite a casa con apparecchi portatili.
Coni, sfere vaginali e pesi: sono piccoli oggetti di varie forme e peso che, inseriti in vagina, aumentano la percezione della zona perineale e, attraverso particolari esercizi, potenziano la muscolatura pelvica.
Tecniche osteopatiche: più conosciute come sistema di cure per patologie riguardanti ossa, muscoli, articolazioni, in realtà sono più che mai utili nella cura delle disfunzioni riguardanti il diaframma pelvico. Quest’ultimo composto da muscoli e fasce connettivali crea un vero e proprio supporto agli organi interni della pelvi e il trattamento osteopatico è in grado di ridare a tutto questo insieme una corretta informazione meccanica, linfatica e neurovegetativa. La buona funzionalità del pavimento pelvico è importante per evitare alterazioni vascolari e linfatiche sia a carico degli organi uro-ginecologici (fibromi uterini, cisti ovariche, endometriosi, incontinenza) che degli arti inferiori (varici, flebiti, cellulite).

Il ginecologo sarà la figura di riferimento per valutare la necessità di una riabilitazione perineale in presenza di alterazioni del controllo volontario dei muscoli del pavimento pelvico. Successivamente la paziente eseguirà qualche seduta sotto la guida di un terapeuta, quale un fisioterapista, e grazie all’esecuzione costante di esercizi, privi di effetti collaterali, potrà ottenere una migliore qualità di vita.

Tweet about this on TwitterShare on Facebook

I commenti sono chiusi