La riabilitazione post ictus è un processo lungo e articolato

30 giugno 2017

Sulla riabilitazione post ictus esistono convinzioni a volte incomplete o erronee.
La paura principale è che poco o nulla si possa fare a livello riabilitativo e le facoltà compromesse siano definitivamente perse. In verità la riabilitazione post ictus è lunga e impegnativa e risultati positivi si possono ottenere anche a distanza di parecchi mesi fino ad 6/8.

Poiché come abbiamo visto sono coinvolte molte componenti, anche psicologiche, la prima cosa è non perdersi d’animo, spesso non si torna “come prima”, ma si può recuperare una qualità di vita soddisfacente. Ovviamente il recupero è legato a quali parti del cervello sono state colpite dall’ictus e l’estensione del danno, oltre all’età e lo stato generale di salute del paziente, ma partendo con una buona riabilitazione presso l’ospedale e proseguendo ben seguiti a casa con l’aiuto di fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, si possono ottenere buoni risultati.

Il recupero nella fase acuta è più veloce, perché mentre si riduce l’edema che agisce sulle cellule danneggiate, queste possono riacquistare la loro funzione. Purtroppo le cellule celebrali morte non funzioneranno più e se queste presiedono a facoltà complesse, le conseguenze possono essere gravi e in questo caso la riabilitazione serve per “imparare” a sostituire le funzioni compromesse, laddove possibile, con altre svolte da parti del cervello non danneggiate, per esempio sostituire l’uso di una mano paralizzata con quella non colpita, oppure utilizzare strumenti che ci aiutino nella deambulazione. Ricordando che il nostro cervello è un organo eccezionale e talvolta, se stimolato, riesce a sostituire aree danneggiate con altre sane.

La partecipazione al processo di recupero e la volontà del paziente sono fondamentali per i miglioramenti. Sforzarsi di fare quanto più possibile in autonomia - cura del corpo, attività fisica - è fondamentale per incrementare la forza muscolare e aumentare l’autonomia, contribuendo anche sull’autostima.
Ogni caso fa storia a sè e altrettanto personale è il livello di recupero ottenibile. Nessuno può essere biasimato per un successo parziale, l’importante è sforzarsi di raggiungere il limite compatibile con la dimensione dell’evento.

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