Per gli anziani il rischio di infortunio è maggiore tra le mura domestiche

1 aprile 2017

I dati statistici sul numero di incidenti domestici parlano chiaro, il Ministero della Salute ci ricorda che ogni anno poco meno 3.000.000 di persone subiscono un incidente domestico, con un'incidenza annua di quasi 50 casi ogni 1.000 abitanti.
I costi sociali ed economici conseguenti sono molto alti: è stato calcolata, in Italia, una spesa di circa 400 milioni di euro all’anno solo per i ricoveri da incidente domestico.

Le cadute sono la prima voce tra gli incidenti e, soprattutto per la popolazione più anziana, anche una banale caduta può comportare gravi conseguenze sia fisiche che psicologiche.
La frattura di un femore, anche in coloro che superano intervento e riabilitazione, può far insorgere un diffuso senso di insicurezza e paura, che tende a ridurre mobilità e indipendenza anche in soggetti guariti o con deficit limitati e comportare un declino funzionale o indurre depressione e isolamento.

Ma quali sono le cause principali degli incidenti domestici?
Ancora una volta sono gli enti di salute pubblica a fornirci una sorta catalogo dei disturbi da controllare.

Prima di tutto bisogna fare attenzione ai disturbi della vista, dell’equilibrio e del sistema nervoso. Ricordiamoci che i soggetti più deboli sono coloro che soffrono di patologie delle ossa e dei muscoli e non dimentichiamo che l’assunzione di alcuni farmaci può avere controindicazioni sulla stabilità fisica.
Infine, anche le paure e il conseguente stress possono essere causa di incidenti domestici.

Con pochi accorgimenti possiamo ridurre i rischi:

  • conoscere il nostro generale stato di salute può aiutarci a scegliere comportamenti corretti;
  • se soffriamo di pressione è meglio alzarci con cautela;
  • piegando le gambe quando siamo ancora sdraiati aiutiamo il sangue a raggiungere più velocemente il cervello;
  • se soffriamo di instabilità o problemi motori dobbiamo muoverci con maggiore cautela e, laddove necessario, aiutandoci con ausili adeguati;
  • le malattie che ci costringono a lunghe degenze a letto possono indurre temporanee difficolta nella deambulazione;
  • la prudenza aiuta, ma la paura può paralizzare senza motivazione. Una corretta valutazione, fatta da specialisti, e una buona rieducazione, quando necessaria, permettono di superare la maggior parte degli handicap.

Infine non dimentichiamoci le tre regole alla base di una buona salute: alimentazione sana e varia, moderata e corretta attività fisica e allenamento di cervello e memoria.

Tweet about this on TwitterShare on Facebook

I commenti sono chiusi