Terapia della spalla, la valutazione iniziale

Prima di dare inizio alla terapia della spalla, occorre un esame generale, che inizia con una valutazione completa di tutte le componenti del complesso della spalla, nonché di tutte le parti della catena “cinematica”.

L’esame ha inizio con una valutazione generale del movimento attivo del paziente. I movimenti delle due scapole sulla parete toracica devono essere esaminati da dietro e devono essere fluidi e simmetrici. La rilevazione di una scapola alata o di movimenti asimmetrici deve mettere in guardia l’esaminatore nei confronti di una possibile lesione nervosa o, più frequentemente, di un’ipostenia dei muscoli che stabilizzano la scapola.

Come detto prima, un movimento anormale della scapola può produrre sintomi coerenti con un’instabilità anteriore o un conflitto. Anche la ricerca nell’area della AC di zone di dolorabilità e dei gradi di mobilità è importante, perché questa piccola articolazione può essere all’origine di una patologia estremamente dolorosa.

La valutazione del complesso della spalla è completata da un esame accurato della GO, per accertare il ROM, la stabilità e la forza muscolare. Una volta esaminato a fondo il complesso della spalla, vanno valutate altre aree che funzionano durante le attività svolte con il braccio “sopra la testa”. Viene condotto un esame delle anche e delle ginocchia del paziente, con molta attenzione alla flessione e alla rotazione dell’anca. Devono essere registrati con cura il ROM e la forza della colonna lombare. Non è raro vedere che una limitazione di mobilità all’anca, alle ginocchia o al rachide lombare contribuisce nei lanciatori a una meccanica anormale. Va registrata la presenza di cifosi o scoliosi, perché entrambe queste condizioni possono alterare il movimento della colonna nel lancio e il ritmo normale della scapola.

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