Oggi vi presentiamo la nostra Ambassador Francesca!

Giornalista e Communication strategist, dopo essersi occupata di food e di blog di cucina – sul tema ha scritto Fornelli in rete – la cucina italiana dei foodblog , Francesca Martinengo oggi collabora con diverse testate tra cui Vanity Fair scrivendo di temi legati a psicologia e salute, mentre a Torino, città dove vive, collabora come ufficio stampa con Fondazione Oz ETS, realtà che, attraverso Casa Oz e Magazzini Oz accoglie i bambini malati e le loro famiglie e crea percorsi di inclusione lavorativa per persone con disabilità e soggetti fragili.
Francesca ha una disabilità motoria dovuta a una paraparesi spastica genetica. Spiega: “Nel mio DNA un gene ha subito una mutazione, da cui deriva questa malattia piuttosto rara e attualmente non curabile, che gradualmente irrigidisce i muscoli delle gambe”.
“Questa patologia ha cambiato la mia scala di valori e di visione del mondo: ad esempio mi sono interessata molto di più ai temi disability, equity and diversity, e credo che l’inclusione sociale passi anche attraverso moda e bellezza adattiva”.

Il concetto lo spiega nel libro Il mio Abito ha i super poteri – Moda e Bellezza adattiva, quando l’inclusione passa da guardaroba e make -up , in cui Francesca illustra, anche attraverso voci di attiviste, stylist, fashion designer, make up artist e dei content creator più seguiti, come moda adattiva e bellezza inclusiva, cioè abbigliamento, accessori e make up pensati per adattarsi ai fisici non ‘standard’ delle persone con disabilità, donino indipendenza e permettano di esprimere la propria identità, diritto elementare spesso negato a chi ha difficoltà motorie, visive, uditive o altre ancora.
Scrive: “Avete mai pensato a come vi sentite quando indossate un outfit che vi sta particolarmente bene? Siete più grintosi, desiderosi di stare in mezzo agli altri (anche solo per essere ammirati e guardati) e di socializzare. Insomma, vi trovate in uno ‘stato di grazia’ mentale che arriva anche al fisico. E avete mai immaginato che questo effetto positivo possa verificarsi anche (e in maggior misura) su una persona con disabilità?. Non è un tema che attraversa spesso i pensieri, ma molte volte le persone con disabilità trovano nell’abbigliamento e nei packaging dei prodotti beauty ‘standard’ molti limiti che restringono le loro opzioni relativamente ai vestiti che possono indossare e alla routine skincare/make up che possono fare”. Perché non si tratta solo di vestiti. Si tratta di sentirsi rappresentati. Si tratta di poter scegliere come raccontarsi, anche attraverso ciò che si indossa. E questo riguarda tutti, non solo gli altri ”.
Naturalmente – conclude Francesca – per poter raccontare tutto questo (e anche per vivere ogni aspetto della vita con indipendenza, identità e dignità), occorre potersi muovere. “In questo ho trovato un sostegno e un ‘alleato’ in Rehasense e nei suoi ausili, come ad esempio il Rollator SERVER, concepito non più come semplice presidio medico, ma come accessorio sicuro e confortevole, da scegliere nel colore che meglio si abbina alla propria personalità, o al proprio abbigliamento. Insomma, un vero accessorio fashion adaptive!”.
Francesca con il suo Rollator SERVER color Verde pastello ha partecipato ad eventi, va regolarmente a fare la spesa al supermercato, al ristorante, passeggiando sicura per la sua Torino!

